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La principessa della Czarda

La Principessa della Czarda

Regia UMBERTO SCIDA

PRODUZIONE DEL TEATRO AL MASSIMO DI PALERMO

NOTE DI REGIA


LA PRINCIPESSA DELLA CZARDAS, operetta di Leo Stein e Béla Jenbach con le musiche di Emmerich Kálmán, debutta al Teatro “Johann Strauss” di Vienna il 17 Novembre 1915, proprio nei giorni dell’assassinio del Principe Ereditario a Sarajevo e dello scoppio della I Guerra Mondiale, ottenendo uno dei più grandi successi della storia dell’operetta. Il Teatro “Johann Strauss” era, dal 1905, il regno di Lehár.

Kálmán credeva alla Musica, alla vivezza della melodia calzante che crepita, vola e va via. C’è nella sua musica una ricerca squisita di timbri. La musica di Kálmán è viva e ricca, indugia, s’abbandona e scatta. Questo spettacolo segnò il trionfo di Kálmán

Il libretto si rifà alla tipica atmosfera del crepuscolo dell’Impero Asburgico, ispirandosi alle più frequenti conversazioni da salotto ed all’argomento più popolare in quell’epoca: quello dei matrimoni impossibili tra i rampolli dell’aristocrazia viennese e le belle ed affascinanti primedonne del varietà. Anche se l’operetta riporta il conflitto nei termini di una brillante commedia, il testo mantiene un suo nucleo di realismo e di credibilità.

Repliche in tutta Europa e giudizio del pubblico entusiasmante. Nella storia dell’operetta questo lavoro si pone, nella “silver age”, al pari della fortunatissima “La vedova allegra” di Lehár e giunge a rinsaldare il filone magiaro che da Strauss a Jarno a Lehár aveva trovato uno spazio particolare basato sul folklore e solide radici musicali.

Rigogliosi di musica i finali d’atto e pieni di slancio i valzer e le marce. In terra ungherese questa operetta è a tutt’oggi la più eseguita di tutti i tempi.

Tutto inizia con una festa d’addio al Teatro Orpheum di Budapest per la celebre cantante Sylva Varescu, prima della sua partenza per una lunga torunée. Questa partenza turba Edvino Principe di Lippert-Weylersheim che ama, riamato, la diva. Un ordine giunge dal Principe padre: egli è determinato a troncare il rapporto di suo figlio Edvino con la canzonettista e lo fa richiamare a Vienna. Edvino ubbidirà, ma prima firmerà un contratto che lo impegna a sposare Sylva entro otto settimane. Il Conte Boni, intimo amico dei due spasimatnti, rivela a Sylva che Edvino sta per fidanzarsi con la propria cugina, contessa Stasi. Nell’Atto II siamo a Vienna , presso la residenza dei Lippert-Weylersheim. Sono passate diverse settimane. È in corso un altro festeggiamento: il fidanzamento di Edvino e Stasi ma giungono a Palazzo Boni e Sylva, che si fingono sposati. Qualcuno riconosce Sylva come la famosa Principessa della Czardas, ma lei nega. Edvino la riconosce e chiede a Boni di divorziare da Sylva che invece si ribella poiché egli si sarebbe vergognato, in passato, a sposarla come semplice canzonettista ed ora non esita, invece, rincuorato dal suo stato di nobiltà acquisita. Chiamato in soccorso, arriva a Palazzo Feri von Kerekes, viveur e cliente dell’Orpheum. Si intrattiene col Principe padre al quale rivela, inconsapevolmente, che anche la Principessa sua moglie, Anilde, madre di Edvino, era, in gioventù, una cantante di Cabaret. Ora Edvino può impalmare Sylvia e per Stasi è pronto il cuore di Boni.

Le date
dall'11 al 20 maggio Palermo, Teatro al Massimo

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ORARI E PREZZI
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