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Si decide sulla Protezione Civile in mano ai privati

Sottrarre all'organizzazione pubblica un servizio vitale? La discussione si accende anche nella regione Sicilia tra chi è a favore e chi si oppone

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Ancora privatizzazione e questa volta riguarda la Protezione Civile. Tra qualche giorno, infatti, approderà presso le competenti Commissioni in Parlamento il decreto legge  195/2009 che prevede la trasformazione della Protezione Civile in una società per azioni con il conseguente passaggio dei dipendenti da un rapporto di lavoro pubblico ad uno privato senza che venga prevista alcuna adeguata tutela. Anche Palermo e la Sicilia si interrogano sul futuro.

Ad insorgere le Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base che commentano: “Rimane forte la critica della RdB Pubblico Impiego alla privatizzazione di un servizio pubblico vitale per il Paese; un’operazione che, come già avvenuto con la costituzione della Difesa Servizi S.p.A, sottrae ad ogni controllo e trasparenza, e senza alcuna garanzia per i dipendenti, la gestione di un settore ove ogni anno si gestiscono centinaia di milioni”.

Della stessa opinione è Pino Apprendi, deputato regionale palermitano del PD e rappresentante del comitato Anci protezione civile per la Sicilia: “In una Protezione civile privatizzata ci saranno inevitabilmente meno controlli di legittimità ed i contratti (di lavoro e d’opera) saranno tutti di natura privata, per cui c’è il rischio che si possa creare una gigantesca macchina mangiasoldi, permeabile a possibili infiltrazioni da parte delle varie mafie. Per non parlare del fatto che l’operazione di trasformazione, da pubblico in privato, è stata ancora una volta affidata al solito meccanismo dei decreti legge, che supera la logica democratica del dibattito in aula”.

“Con un provvedimento come questo vi saranno eventualmente ancora meno controlli e quindi ancora più tangenti, sotengono alcuni. Ed è proprio questo quello che i più temono.


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